Collezione BOTTINI – Palazzo del Bue

PALAZZO DEL BUE Via G.Marconi, 44 Rivarolo Mantovano (MN)

Collezione BOTTINI

23-GuarinoLA LANTERNA,

Dicembre 2018

 

SALVAGUARDIA E VALORIZZAZIONE DEI BENI COMUNI

La collezione Bottini, “Bene comune” rivarolese, torna a Palazzo del BUE con opere sacre e di figura

“Arte in viaggio”, il progetto culturale itinerante che nell’autunno 2018 ha proposto ed esposto la Collezione Bottini di Rivarolo Mantovano nei Musei Diotti e MuVi, ritorna nel dicembre a Palazzo del BUE con l’esposizione pubblica di altre 29 opere d’arte della prestigiosa Quadreria. Dopo la mostra “Paesaggi lombardi”, è infatti la volta di “Umano & Divino” che, fino al 6 gennaio 2019, esibisce opere di soggetto devozionale sacro e di figura.


I Beni comuni materiali ed immateriali

Come è noto, il progetto ha ottenuto il patrocinio delle Province di Cremona e Mantova e l’autorizzazione della competente Soprintendenza, Ministero dei Beni culturali, all’itineranza delle opere d’arte. A dire il vero la Soprintendenza è andata oltre: il funzionario al Patrimonio storico ed artistico, dott. Filippo Piazza, che nell’estate 2018 ha ispezionato la Quadreria ed istruito le pratiche, ne ha anche valutato la consistenza economica fornendoci la stima di ogni singolo quadro. Soltanto ora, pertanto, conosciamo il valore pecuniario attribuito alla Collezione, un “Bene comune” del valore di circa 400.000 (quattrocentomila) euro, acquisito, come sappiamo, dal Comune di Rivarolo Mantovano sul finire del secolo scorso, a seguito di una donazione. Nell’ottobre, alla presentazione del progetto organizzata presso l’auditorium della Cassa Rurale ed Artigiana di Rivarolo Mantovano, lo stesso dott. Piazza ci ha chiarito il significato normativo attribuito alla locuzione “Beni comuni”: sono i beni materiali ed immateriali che costituiscono il patrimonio inalienabile delle popolazioni; come tali, vanno conservati, valorizzati e tramandati alle generazioni future. La Collezione Bottini, che appartiene a tutti gli effetti a questa categoria di Beni, andrebbe, a detta del Piazza, custodita in un civico museo d’arte.

A tal proposito e per dar corso alle volontà testamentarie del donatore (“Lego i quadri che ornano la mia casa al Comune di Rivarolo Mantovano perché li espongano nella casa comunale”), il Sindaco Massimiliano Galli (al quale va riconosciuta la lungimiranza di aver intuito in tempi non sospetti la reale “portata” della Collezione), nel prendere in considerazione il restauro del Palazzo Pretorio e della Torre civica, chiedeva ai progettisti di prevedere idonei spazi dove esporla pubblicamente ed in modo permanente. Con queste stesse finalità, la Giunta Municipale ha approvato i progetti per la messa in sicurezza ai fini antisismici (novembre 2015) ed il restauro architettonico (giugno 2017) candidandoli a numerosi bandi: negli intenti, la Collezione Bottini dovrà essere sistemata al piano nobile del Municipio, dove sono previste sale per esposizioni permanenti e temporanee, mentre la Torre civica ospiterà un allestimento documentario della storia locale. Il restauro del Palazzo Pretorio, partito nel novembre 2017 col cantiere della Torre civica, costituirà pertanto l’opportunità di restituire integralmente alla fruizione collettiva due Beni comuni inalienabili, il Palazzo e la Quadreria, immaginando per la gestione una naturale estensione degli spazi culturali già in uso alla Fondazione Sanguanini.

In attesa della collocazione definitiva negli spazi di Palazzo Pretorio, l’Amministrazione comunale si è pertanto adoperata per far conoscere la Quadreria alla Comunità locale, organizzando due successive mostre a Palazzo del BUE: “Paesaggi lombardi della Collezione Bottini: dall’Accademia al Chiarismo”, ora al MuVi fino al prossimo 6 gennaio, ed “Umano & Divino: temi sacri e profani dalla Collezione Bottini” che, dopo aver esordito al Diotti con una selezione di 11 opere, viene in questi giorni esibita negli spazi espositivi di Via Marconi 44, a Rivarolo. Contestualmente, la figura del Bottini collezionista (a sua volta pittore dilettante), che rimane tutta da indagare per le scarne notizie disponibili sul personaggio, verrà invece affrontata organizzando incontri in Fondazione Sanguanini con i “testimoni oculari”, cioè con Chi lo ha conosciuto o semplicemente incrociato durante l’arco della sua breve esistenza.

Non solo: poiché la conservazione di un “Bene comune immateriale”, come viene definita la Collezione, passa anche dalla sua valorizzazione divulgativa, il Sindaco Massimiliano Galli ha voluto che se ne predisponesse il catalogo per distribuirlo a titolo gratuito ai Rivarolesi ed ai Cividalesi, proprietari a tutti gli effetti della Quadreria.


 Umano & Divino

Dopo “Paesaggi lombardi”, Palazzo del BUE ospita dunque “Umano & Divino”, la mostra temporanea che fino al 6 gennaio 2019 esibirà le opere di soggetto devozionale sacro e di figura della Bottini. Un accostamento solo apparentemente azzardato, dettato dalla tematica che costituisce il filo conduttore dell’esposizione temporanea: la rappresentazione dell’ambivalenza della condizione umana, perennemente dibattuta tra realismo ed aspirazione mistica.

Quest’ultima è in larga misura espressa da opere sacre antiche (anche se non mancano quadri di autori moderni, come le Annunciazioni di Martino Dolci e la Madonna con bambino del Salodini), ascrivibili alla devozione privata. Vi figurano opere importanti come la Sacra Famiglia e S. Giovannino, il dipinto più antico della Collezione, riferibile al Bastianino (1528-1602), o la bellissima la coppia di dipinti rappresentanti figure di Sante colte in contemplazione mistica  attribuiti a Francesco Guarini (1611-1651), così come il piccolo quadro rappresentante la Madonna che legge, assegnabile all’ambito di Francesco Trevisani (1656-1746), opere che testimoniano la peculiare sensibilità del Bottini. Come ha sottolineato Valter Rosa, curatore del catalogo, “lo stesso Bottini, nelle sue scelte di collezionista, più che aspirare a farne una raccolta d’arte antica, sembra aver seguito, fuori appunto dagli acquisti occasionali, motivazioni private e personali, diciamo pure le ragioni del cuore, se non della fede”. Domina infatti “una certa predilezione per temi e modi volti a porre l’accento sulla dinamica degli affetti e delle passioni, e in particolare per quei volti di santi colti in contemplazione estatica, cioè in definitiva per gli aspetti salienti dell’arte barocca, che Bottini talvolta persegue anche nella scelta di autori contemporanei”. Altre opere sembrano legate più all’occasionalità dell’acquisto che a una scelta orientata dal gusto personale: è il caso di piccole pale d’altare, una firmata dal lombardo Francesco Prina (notizie dal 1701), l’altra attribuita alla bottega di Domenico Fiasella (1589- 1669), o la grande tela titolata Giuseppe e la moglie di Putifarre, di incerta attribuzione, “che, fra i dipinti di soggetto sacro, è forse il solo ad evidenziare una spinta propriamente collezionistica in Bottini”.

Tra le opere sacre in mostra merita infine di essere segnalato, almeno per la rarità e la curiosità della tecnica, una piccolo olio su lastra di vetro dipinta a puntini divisi del XVII secolo.

Nei dipinti di figura esibiti a Palazzo del BUE, spiccano per qualità la Zingara di Evaristo Cappelli, databile verso la fine dell’Ottocento e la Ballerina di Noël Quintavalle, come pure il Nudo di Felice Carena e i temi legati alle fatiche del lavoro, dal Contadino con buoi di Lorenzo Viani ai due fogli di Augusto Murer, i Pescatori del 1952 e il Contadino con la vanga del 1953. Tra gli ultimi acquisti di Angelo Bottini, venuto improvvisamente a mancare nel lontano 1963, figurano due chine su carta di Antonio Stagnoli, le Figure dolenti del 1961 e il Mendicante del 1962.

UGO ENRICO GUARNERI