SERICULTURE, My house is made of silk – Palazzo del Bue

PALAZZO DEL BUE Via G.Marconi, 44 Rivarolo Mantovano (MN)

SERICULTURE, My house is made of silk

Da sabato 18 settembre a domenica 21 novembre Palazzo del BUE ospita la mostra Sericulture – My house is made of silk, a cura del collettivo Refe (Anna Bottoli, Natascia Consalvo, Chiara Furfari e Maria Tezza) in collaborazione con l’Ecomuseo della seta e delle ruralità di Ortì (RC) e l’Ecomuseo Valli Oglio-Chiese di Canneto sull’Oglio (MN). Espongono Carlo Balestreri, Lorenzo Scarpellini e Angela Viola.

La mostra pone le sue basi nel legame territoriale che sussiste tra la pratica dell’allevamento del baco per la produzione serica e il suolo delle province di Mantova e Cremona, dove sono ancora presenti le storiche filande. La pratica dell’allevamento del baco da seta radica le sue antiche origini in Cina, probabilmente già nel VII millennio a.C. Nel tempo l’arte della produzione serica si diffuse prima verso Il Giappone, la Corea e l’India, per poi giungere in Europa solo attorno al 550 a.C. Dal XII secolo è l’Italia che detiene il primato della manifattura della seta, tra le regioni più attive sotto questo profilo la Calabria si distingue per la produzione dei bozzoli e la loro trasformazione in seta grezza. La bachicoltura si configura come proficua fonte di reddito e di supporto all’economia agricola e la produzione e commercio di tessuti; con la Rivoluzione Industriale l’allevamento del baco da seta ebbe un grande sviluppo, soprattutto nel nord Italia, per fornire le nascenti filande industriali di materia prima. Ri-scoprire e valorizzare una pratica antica e radicata nel territorio attraverso testimonianze storiche e fotografiche; dare l’opportunità ad una generazione di ritrovare con orgoglio immagini, oggetti e luoghi familiari, ad un’altra di aprire lo sguardo sulle preziose tradizioni autoctone; ancorare al presente – che mai come ora ha bisogno di informazione e sensibilizzazione – pratiche e usanze che riguardano il territorio italiano da oltre un millennio; guardare a tali pratiche attraverso gli occhi di un’arte giovane.


Il display della mostra segue l’andamento planimetrico del Palazzo, le cui 4 sale espositive suddividono i temi proposti: nella prima stanza ha luogo un’esposizione di oggetti dalla collezione dell’Ecomuseo Valli Oglio-Chiese di Canneto sull’Oglio (MN); proseguendo nella seconda sala si troveranno fotografie storiche e il video di Carlo Balestreri che documenta e testimonia l’antica filanda di San Giovanni in Croce (CR). Dopo questi primi cenni storici viene proposta una diversa e rinnovata prospettiva focalizzata sul presente. Nella terza e quarta sala è esposto il lavoro di due giovani artisti: Lorenzo Scarpellini pone l’accento sulla crisalide, l’artista invade l’intera stanza con un grandissimo numero di bozzoli tratti dalla serie Gusci, ricreando un’installazione immersiva e colma di suggestione; nella quarta e ultima sala è esposta l’opera di Angela Viola La salita nel bosco, illustrazioni stampate sulle quali l’artista interviene mediante ricami.

Ad accompagnare la visita lungo tutte le stanze della mostra sarà possibile ascoltare **CON LE PROPRIE CUFFIETTE AURICOLARI PERSONALI (disposizioni per Covid-19) delle composizioni di musica elettroacustica appositamente create dall’autrice Trice ispirate al ciclo vitale dei bachi.

L’inaugurazione sarà sabato 18 settembre alle ore 17:00
La mostra rimarrà aperta Sabato e Domenica, 16:00 – 19:00

Palazzo del Bue

Palazzo del BUE si trova nel cuore di Rivarolo Mantovano al civico 44 di Via Marconi, a pochi passi da Piazza Finzi. Dalla documentazione rinvenuta, l’edificio era già abitato nel XVI secolo dalla famiglia “Del Bue”, da cui ha preso il nome.
L’edificio è suddiviso in varie sale tra loro comunicanti, adatte sia per esposizioni, sia per piccole conferenze; è quindi un ambiente perfettamente multifunzionale.
Oggi gli spazi sono gestiti dal Comune, che ha deciso di rendere il piano terra dello stabile accessibile alla comunità, con lo scopo di promuovere iniziative pubbliche e private di promozione della cultura locale, della tradizione e dello sviluppo.

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