IL SEGNO DEI RICORDI, INCISORI MANTOVANI DEL ‘900 – Vedute, mestieri e scene di genere – Palazzo del Bue

PALAZZO DEL BUE Via G.Marconi, 44 Rivarolo Mantovano (MN)

IL SEGNO DEI RICORDI, INCISORI MANTOVANI DEL ‘900 – Vedute, mestieri e scene di genere

Ottobre 2019

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Vedute, mestieri, e scene di genere

Dopo la mostra EFFETTO VINTAGE, l’esposizione di 220 macinacaffè e macinapepe vintage dalla Collezione di Giancarlo Gardini, le sale di Palazzo del BUE hanno ospitato, da Ottobre a Gennaio, la mostra IL SEGNO DEI RICORDI, INCISORI MANTOVANI DEL ‘900 – Vedute, Mestieri e Scene di genere, curata da Anna Bottoli e Carlo Beccari.

Le quattro sale del Palazzo sono state allestite con le incisioni di Cavicchini, Carbonati, Gorni, Mimì Quilici Buzzacchi, Carpeggiani, Dal Prato, Giorgi, Semeghini, Guindani, Lucchini, Bodini e Villani.

Grazie alla partecipazione al Bando Viaggio #inLombardia promosso da Regione Lombardia, nell’ambito del progetto VISIT SABBIONETA & MORE – in cui le Amministrazioni di Rivarolo Mantovano e Bozzolo hanno partecipato come Unione di Comuni Lombarda Terra dei Gonzaga, capofilate dall’Amministrazione Comunale di Sabbioneta – abbiamo ricevuto un finanziamento che ci ha dato l’opportunità di allestire non solo la mostra ma anche di organizzare il laboratorio didattico per le scuole elementari e medie, un workshop per adulti sulle tecniche di incisione, e la pubblicazione del catalogo della mostra. Tutte queste iniziative sono state curate dalla maestra d’arte Anna Bottoli.

Con il laboratorio didattico SOVRAPPOSIZIONE gli alunni della scuola media di Rivarolo Mantovano Cesare Tosi hanno sperimentato la tecnica di incisione a puntasecca su lastra di plexiglas, mentre i partecipanti al workshop GRAPHIC ILLUSTRATION per tre sere consecutive hanno imparato la tecnica della puntasecca su lastra di zinco.

Ma cos’è l’incisione? L’incisione è una tecnica artistica e può essere in cavo o in rilievo. La tecnica in cavo consiste in una matrice di metallo che può essere incisa direttamente con il bulino, il niello, la maniera nera e la puntasecca, oppure incisa con acidi: acquaforte, acquatinta, cera molle. Tale tecnica viene denominata in cavo perché l’inchiostro di stampa penetra nei solchi formatisi per azione del bulino o dell’acido. L’impressione sulla carta lascia sempre il segno della matrice. La
tecnica in rilievo prevede che una matrice venga scolpita in altorilievo, tipo timbro, lasciando in rilievo i tratti del disegno destinati a ricevere l’inchiostro e asportando dalla matrice, mediante strumenti affilati come sgorbie e coltellini, le parti destinate a rimanere bianche nella stampa. Anticamente questa tecnica veniva eseguita soltanto in legno – silografia o xilografia – oggi anche in linoleum, in pannello di fibra a media intensità o in altri materiali simili. In mostra sono state esposte incisioni realizzate con la tecnica della Puntasecca, dell’Acquaforte e della Xilografia.

“Quando disegniamo, ognuno di noi utilizza un tipo particolare di segno, a seconda del risultato che desidera ottenere. Il segno è il modo particolare, che ciascuno di noi ha quando disegna, di lasciare tracce su un foglio: la pressione, la trama più o meno fitta, la complessità. Io credo che il segreto del buon disegno sia la via di mezzo tra la libertà e il controllo. Dobbiamo sapere cosa vogliamo ottenere, ma anche permettere alla creatività di fluire attraverso di noi. Il segno, in senso tecnico, è semplicemente la traccia lasciata da un gesto. La forma e la forza espressiva di questa traccia dipenderà da tantissimi fattori soggettivi. Ognuno di noi ha un suo modo particolare di disegnare: il modo in cui impugniamo la matita, la nostra gestualità più o meno ampia o controllata, etc. Abbiamo tutti una sorta di “repertorio” di segni diversi. In alcuni casi si sente il bisogno di disegnare in un certo modo, utilizzando un segno specifico che ci da soddisfazione, ci rilassa e ci aiuta ad esprimerci meglio. A volte invece possiamo variare il segno che usiamo a seconda di quello che vogliamo comunicare. Il semplice tracciare linee in modo e con gestualità diversa cambia la percezione del risultato finale. Nell’uomo è innato il bisogno di lasciare un segno, dalle grotte di Lascaux all’Arte Contemporanea, per essere ricordato, perché aspira all’Eternità”.

Anna Bottoli, curatrice

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